Con la legge n. 76 del 26 maggio 2016, il legislatore ha reso possibile l’unione civile tra persone maggiorenni, anche  dello stesso sesso. Per la cui costituzione è sufficiente rendere un’apposita dichiarazione  di fronte all’ufficiale di stato civile alla presenza di due testimoni.

Dall’unione civile derivano pressoché i medesimi diritti e doveri attributi ai coniugi uniti in matrimonio, tra cui il reciproco obbligo di assistenza morale e materiale e di coabitazione.

Le parti unite civilmente possono stabilire un regime patrimoniale (che, in difetto di opzione, sarà, come per i coniugi, quello della comunione legale), al fine di regolamentare i rapporti economici in costanza di unione.

Ciascuna di esse, inoltre, è tenuta, in relazione alle proprie sostanze e alla propria capacità di lavoro (anche casalingo), a contribuire ai bisogni della famiglia.

Infine, a ciascuna parte sono attribuiti i medesimi diritti successori, in qualità di legittimario, di quelli riconosciuti al coniuge superstite (ivi compreso il diritto di abitazione della casa familiare).

Anche il nucleo familiare creatosi con un’unione civile può sciogliersi. Ciò può verificarsi in presenza delle circostanze previste dalla legge, ovvero, per mera volontà delle parti.

 

Scioglimento dell’unione civile

Diversamente da quanto previsto in caso di matrimonio, le parti unite civilmente hanno la possibilità di accedere direttamente alla procedura di scioglimento, i cui effetti sono sostanzialmente paragonabili a quelli del divorzio tra coniugi. In questo caso, la stipulazione di un accordo tra le parti grazie alla consulenza di un avvocato familiarista (e quindi l’attivazione di una procedura congiunta, anziché contenziosa) consente indubbiamente una notevole riduzione dei tempi e dei costi.

In sede di scioglimento dell’unione l’interesse delle parti è quello di definire ogni eventuale questione patrimoniale tra esse pendente.

Nell’ipotesi in cui vi siano i presupposti per la corresponsione di un assegno in favore di una delle parti, si rende necessaria la quantificazione della somma periodica che l’altra parte è tenuta a corrispondergli. Tuttavia, una parte o entrambe potrebbero preferire il versamento di una somma in un’unica soluzione, ovvero il trasferimento di un determinato bene, a tacitazione di ogni futura pretesa.

Altre volte si rende necessario definire anche i rapporti di lavoro, di collaborazione o di tipo societario che intercorrono tra le parti o con terzi; in questi casi, avvalersi di un professionista in diritto familiare e patrimoniale per lo scioglimento dell’unione civile consente una vantaggiosa definizione di detti rapporti, evitando, nella maggior parte dei casi, l’attivazione della procedura contenziosa.

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Domande frequenti sulle unioni civili

È possibile ottenere il riconoscimento formale della posizione che il coniuge/la persona unita civilmente/il convivente ha rivestito nell'ambito societario, anche nel caso in cui detta posizione sia meramente formale e il soggetto non abbia mai, di fatto, prestato la propria opera nella società?


Quali beni rientrano nella comunione legale dei beni? Quando e in che modo determinati beni possono esserne esclusi?


È possibile per il parente che abbia costantemente lavorato presso l'impresa familiare ottenere la liquidazione dei compensi spettanti per l'opera prestata e mai percepiti?


È possibile ottenere dei vantaggi fiscali nell'ambito di una definizione complessiva dei rapporti tra coniugi/persone unite civilmente/conviventi?


È possibile vincolare parte del proprio patrimonio al fine di destinarlo a scopi particolari e/o proteggerlo dall'aggressione da parte di terzi?


È possibile in sede di divorzio ottenere una liquidazione in un'unica soluzione (anche mediante il trasferimento di determinati beni) in luogo di un assegno periodico? Quali conseguenze comporta anche dal punto di vista fiscale?


È possibile modificare le condizioni stabilite in sede di separazione e/o di divorzio? Quando e con quali presupposti?


È possibile ottenere la restituzione di quanto pagato per le spese di costruzione e/o ristrutturazione effettuate sul terreno o sull'immobile di proprietà dell'altro coniuge/persona unita civilmente/convivente?

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