Si è rivolta al team la signora Luisa per un problema successorio.
Riferiva la signora di aver convissuto per circa trenta anni con il signor Carlo, il quale era da poco deceduto; gli eredi del de cuius (moglie e figli) si erano messi in contatto con la medesima per questioni afferenti la di lui successione.

La signora Luisa riferiva infatti che il compagno era sposato da oltre 40 anni e che dal matrimonio erano nati 3 figli; moglie e figli vivevano in un’altra città e, ad eccezione del figlio maschio, non avevano più avuto contatti con lui da quando il medesimo li aveva lasciati per trasferirsi a vivere con la signora Luisa. La separazione dalla moglie tuttavia, non era mai stata formalizzata e, pertanto, il signor Carlo, al momento del decesso, risultava coniugato.
La signora Luisa era cointestataria con il signor Carlo di un conto corrente e di un conto titoli e il finanziamento dell’autovettura intestata al medesimo (ma in uso alla signora Luisa) era appoggiato sul conto corrente personale di quest’ultima.
L’abitazione nella quale la coppia aveva vissuto durante gli anni di convivenza era condotta in locazione con contratto intestato alla signora e gli arredi erano in parte di proprietà esclusiva della signora Luisa e in parte in comproprietà tra i due conviventi; tutti i beni e gli effetti personali del signor Carlo si trovavano in detta abitazione. La signora Luisa riferiva, infine, che l’orologio di elevato valore (non solo affettivo) che la medesima indossava, già di proprietà del signor Carlo, le era stato da lui donato molto tempo prima in occasione di un viaggio fatto insieme; inoltre il de cuius le aveva più volte ribadito che, alla di lui morte, tutti i suoi beni sarebbero rimasti a lei e che per l’estinzione del residuo finanziamento dell’autovettura la signora Luisa avrebbe dovuto utilizzare la parte a lui riferibile della provvista del conto corrente cointestato.
Il signor Carlo, tuttavia, era deceduto ab intestato e dunque nessuna delle indicazioni da lui fornite alla signora Luisa erano contenute in una scheda testamentaria.
La signora Luisa chiedeva, pertanto, di essere assistita nella vertenza instauratasi con i figli del de cuius i quali richiedevano la consegna di tutti i beni di proprietà del padre (ivi compresi l’autovettura e l’orologio), il versamento di una somma corrispondente al 50% della provvista del conto corrente cointestato e al 50% del valore del conto titoli nonché il pagamento di tutte le rate residue del finanziamento dell’autovettura de qua.
Dopo una lunga trattativa, si raggiungeva un accordo le cui condizioni venivano riportate in una scrittura privata sottoscritta da tutte le parti (la signora Luisa, la moglie del signor Carlo e i tre figli). Più precisamente si concordava la restituzione agli eredi da parte della signora Luisa di una parte dei beni ed effetti personali del signor Carlo, il versamento ai medesimi di una somma corrispondente al 50% del valore dei titoli di cui al conto titoli. La signora Luisa si sarebbe accollata il pagamento delle residue rate del finanziamento dell’autovettura, ma la medesima si sarebbe trattenuta in proprietà esclusiva l’orologio donatole dal signor Carlo e tutti gli arredi dell’abitazione. Infine, la provvista del conto corrente cointestato, con il consenso degli eredi, veniva trasferita su un conto corrente intestato esclusivamente alla signora Luisa.

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I nomi dei protagonisti dei casi di successo sono tutti frutto di fantasia.

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